BUROCRAZIA DA AFFRONTARE

La pensione

L’evento del decesso deve essere comunicato alla sede dell’Istituto previdenziale in via telematica o con un autocertificazione. Congiuntamente sarà inoltrata la richiesta di reversibilità al coniuge superstite e di riscossione dei ratei maturati agli aventi diritto, tramite un sindacato o un patronato.

La Pensione di Reversibilità è la pensione che, alla morte di un lavoratore o di un pensionato, spetta ad alcuni familiari superstiti:

  1. il coniuge, il Coniuge separato, purché il defunto risulti iscritto all’Ente previdenziale prima della sentenza di separazione; se il coniuge è separato con “addebito” (cioè per colpa), solo se è titolare di assegno alimentare a carico del coniuge deceduto; il coniuge divorziato, se è titolare di assegno di divorzio e non ha contratto nuovo matrimonio, purché il defunto risulti iscritto all’Ente previdenziale prima della sentenza di divorzio. Nel caso in cui il coniuge deceduto abbia contratto un nuovo matrimonio, la percentuale di ripartizione dell’ unica quota di reversibilità tra il coniuge superstite ed il coniuge divorziato è stabilita dall’autorità giudiziaria con motivata sentenza su istanza delle parti interessate. In caso di morte di uno dei due coniugi titolari della pensione di reversibilità, al coniuge sopravvissuto viene attribuita la quota intera. In caso di nuove nozze, il coniuge perde il diritto alla pensione di reversibilità e allo stesso viene liquidata, una tantum (in un’unica soluzione), una somma pari a 26 volte l’importo della pensione percepita alla data del nuovo matrimonio.
  1. i Figli (legittimi, legittimati, adottivi, naturali, legalmente riconosciuti):
  • minori di 18 anni;
  • studenti di scuola media superiore di età compresa tra i 18 e i 21 anni, a carico del genitore deceduto e che non svolgono attività lavorativa;
  • studenti universitari per tutta la durata del corso legale di laurea e, comunque, non oltre i 26 anni, a carico del genitore deceduto e che non svolgono attività lavorativa;
  • inabili di qualunque età a carico del genitore deceduto.
  1. i Nipoti, che la Corte Costituzionale ha equiparato ai figli legittimati includendoli tra i destinatari della pensione di reversibilità, purché di età inferiore ai 18 anni e a carico del dante causa, anche se non formalmente affidati allo stesso.
  1. i Genitori (in mancanza del coniuge, dei figli e dei nipoti):
  • con almeno 65 anni di età;
  • non siano titolari di pensione diretta o indiretta;
  • a carico del dante causa al momento del decesso.
  1. i Fratelli celibi e le sorelle nubili (in mancanza del coniuge, dei figli, dei nipoti e dei genitori):
  • inabili al lavoro;
  • a carico del lavoratore defunto;

Si ha diritto quando:

  • il lavoratore al momento del decesso aveva versato almeno quindici anni di contribuzione in tutta la vita lavorativa o cinque anni di contribuzione di cui almeno 3 nel quinquennio precedente la data del decesso;
  • in caso di decesso di un pensionato non sono richiesti particolari requisiti, essendo già titolari di un trattamento pensionistico.

I Ratei di Tredicesima, sono i ratei della tredicesima mensilità di pensione che sono maturati a favore del defunto fino al momento del decesso. Gli eredi potranno richiedere la propria quota che sarà calcolata dal primo giorno dell’anno al momento del decesso.

 

Successione

La successione ereditaria è il passaggio del patrimonio attivo e passivo da un soggetto ad un altro per causa di morte.

La dichiarazione di successione deve essere presentata, in caso di possesso di beni immobiliari, entro 12 mesi dal decesso all’Agenzia delle Entrate competente in riferimento all’ultima residenza del defunto. A seguito degli accertamenti fiscali sarà corrisposta l’imposta di successione con aliquote variabili secondo il grado di parentela ed alle quote ereditarie.

La successione può essere legittima o testamentaria, con relativi obblighi di natura giuridica e tributaria:

  • la successione legittima avviene quando la persona deceduta NON ha lasciato testamento. Il patrimonio passa agli eredi secondo il rapporto di parentela indicato dalla legge;
  • la successione è testamentaria se il deceduto aveva predisposto testamento. L’eredità va alle persone nominate nel testamento per le quote in esso indicate. Nel caso in cui il testamento leda i diritti di uno o di tutti gli eredi legittimari, questi ultimi possono impugnarlo per il riconoscimento dei loro diritti.

L’eredità può essere:

  • accettata in modo puro e semplice;
  • accettata con beneficio di inventario;
  • rinunciata (con atto effettuato in Tribunale).

Chi ha diritto all’eredità?

  • Il coniuge ed i figli, in quote diverse a seconda del numero di questi ultimi.
  • In assenza di figli, gli ascendenti (i genitori e/o nonni) ed i fratelli.
  • In assenza di coniuge e figli, i parenti entro il 6° grado nell’ordine e nelle quote stabilite dal Codice Civile.
  • In assenza di parenti entro il sesto grado, eredita lo Stato.

Accettazione con beneficio di inventario

L’accettazione con beneficio di inventario consente di tenere distinto il patrimonio del defunto da quello degli eredi che, di conseguenza, non sono tenuti al pagamento di eventuali debiti ereditati oltre il valore dei beni a loro pervenuti. L’inventario è l’elenco dei debiti e dei crediti (che possono essere beni mobili e/o immobili) del deceduto e deve essere redatto dal cancelliere del Tribunale competente per residenza del defunto, oppure da un notaio, entro 3 mesi dalla data del decesso.

Devono accettare l’eredità con beneficio di inventario gli eredi minori, interdetti o inabilitati.

La procedura può essere attivata da uno solo degli eredi.

 

Rinuncia all’eredità

E’ l’atto con il quale si sceglie di non ereditare i beni del congiunto deceduto ed ha effetto anche su eventuali debiti dello stesso. La quote rinunciata sarà suddivisa tra i restanti eredi, se esistenti, oppure trapassa per rappresentazione.

  • Deve essere effettuata presso il Tribunale di competenza oppure presso un notaio.

Bisogna sottolineare che il coniuge rinunziante mantiene il diritto al diritto di abitazione ed alla pensione di reversibilità.

 

Dichiarazione di successione

La Dichiarazione di Successione deve sempre essere presentata quando il defunto possedeva terreni e/o fabbricati, mentre occorre verificarne l’obbligo se esistono beni diversi dagli immobili.

Quando esiste l’obbligo di presentazione della Dichiarazione:

1) Il defunto era proprietario di Beni Immobili.

2) Il defunto possedeva beni Immobili e beni Mobili (conti correnti, deposito titoli, etc.).

3) Il defunto possedeva beni Mobili per un valore complessivo superiore a 25.822,00 Euro.

4) Gli eredi non sono in linea retta parentale.

5) E’ stato lasciato testamento.

Esonero dalla presentazione della Dichiarazione:

1) Nessun bene Immobile intestato.

2) Beni Mobili di valore complessivo inferiore a 25.822,00 Euro ed eredi in linea retta;

 

Imposte  

 

 

 

Testamento

In caso di lascito testamentario sarà necessario pubblicare lo stesso presso un notaio. La Life sarà al vostro fianco in questo delicato passaggio garantendovi il tariffario migliore sul mercato. La pubblicazione del testamento consente la conoscenza del suo contenuto da parte dei chiamati all’eredità, dei familiari del defunto e di eventuali creditori. A seguito della pubblicazione, si potrà provvedere alla redazione della dichiarazione di successione ed alla relativa divisione dell’asse ereditario.

 

Utenze

Le variazioni d’intestazione vanno comunicate alle ditte fornitrici d’apparecchi o contatori per l’erogazione di luce, acqua, gas e utenze telefoniche. Presso l’ufficio comunale competente va comunicata la disdetta o effettuata la variazione dell’intestazione della cartella esattoriale relativa alla tassa di smaltimento rifiuti. Anche in questo caso, l’assistenza nei vostri confronti sarà totale, aiutandovi a districarvi tra le fronde della burocrazia.

 

Banca – Istituti di Credito – Assicurazioni

Nel caso in cui cadano in successione conti correnti, depositi titoli, azioni, obbligazioni, fondi di investimento, libretti postali, buoni postali fruttiferi, cassette di sicurezza o qualunque altra attività bancaria, è necessario comunicare il decesso del proprio caro all’Istituto Bancario o Postale presso il quale erano detenuti tali rapporti.

La Banca o la Posta deve essere informata del decesso attraverso la consegna dei seguenti documenti:

  • Certificato di Morte o Estratto per Riassunto di morte: vi sarà consegnato direttamente tramite la Ns. Agenzia;
  • Dichiarazione Sostitutiva dell’Atto di Notorietà: deve essere fatta in Anagrafe da parte di uno degli eredi. La dichiarazione è un documento che certifica chi sono gli eredi, a seguito di un decesso. E’ possibile richiederla in Comune oppure presso qualsiasi sportello dell’ufficio Anagrafe. Deve essere richiesta da uno degli aventi diritto e, se è stato lasciato testamento, bisognerà indicare all’impiegato gli estremi di pubblicazione dello stesso.

A seguito della comunicazione l’Istituto provvederà a congelare il conto intestato al defunto. Eventuali domiciliazioni dovranno essere trasferite su un altro conto di appoggio, oppure richiedere l’autorizzazione alla Banca per mantenere gli addebiti sul conto.

In ogni caso, anche se il conto correte era cointestato, dovrà essere chiuso e sarà necessario provvedere all’apertura di un nuovo rapporto.

 

Abbonamento RAI

L’abbonamento è strettamente personale e non può essere ceduto.

Gli eredi possono disdire l’abbonamento intestato a persona deceduta o variare il nominativo dell’intestatario, utilizzando l’apposito modulo del libretto di abbonamento dell’intestatario e inviandolo all’indirizzo indicato.

In caso di morte del titolare, l’erede non abbonato deve richiedere l’intestazione a proprio nome dell’abbonamento intestato al defunto, inviando una lettera al seguente indirizzo. Agenzia delle Entrate – Ufficio Torino 1 – S.A.T. Sportello Abbonamenti TV – Casella postale 22 – 10121 – Torino

Nel caso in cui l’erede sia già abbonato deve richiedere l’annullamento dell’abbonamento intestato al defunto comunicando la data e il luogo di decesso dell’intestatario.

In ogni caso l’erede è obbligato a pagare eventuali arretrati dovuti dall’abbonato deceduto.

 

Automobile

Gli eredi che hanno deciso di accettare un veicolo in eredità, devono provvedere a trascrivere l’accettazione di eredità e ad aggiornare la carta di circolazione.

Il termine per la presentazione, per non incorrere in sanzioni, è di 60 giorni dalla data dell’autentica della firma sulla dichiarazione di accettazione dell’eredità.

In caso di più eredi, se solo uno di essi desidera intestarsi il veicolo, è necessario effettuare due successivi passaggi: prima si iscrive il mezzo a nome di tutti gli eredi e poi si trascrive a favore dell’unico erede che intende risultare intestatario del veicolo. E’ peraltro possibile allegare un unico atto di accettazione di eredità da parte di tutti gli eredi con contestuale vendita pro quota a favore dell’erede che chiede l’intestazione del veicolo. La registrazione è soggetta al pagamento dell’ Imposta Provinciale di Trascrizione che varia a seconda del veicolo e della provincia di residenza.

 

Assicurazione Auto

E’ necessario informare, fornendo il relativo certificato di morte, le Compagnie Assicurative con le quali erano attive polizze intestate al defunto.

Ricordiamo che in caso di decesso del proprietario del veicolo, quest’ultimo era titolare obbligatoriamente di una polizza RC Auto.

Gli eredi hanno 6 (SEI) mesi di tempo per effettuare la voltura del veicolo. Nel caso in cui gli eredi siano più di uno, il mezzo risulterà contestato a più persone. Questo comporta alcuni problemi dal punto di vista assicurativo: talune Compagnie non ammettono che la polizza auto sia emessa su di un veicolo intestato a più soggetti. Si può ovviare a questa situazione inserendo nella voltura l’effettivo utilizzatore del veicolo come Primo Intestatario. Nel caso in cui la propria Compagnia non accetti questa soluzione, sarà necessario effettuare la seconda voltura da tutti gli eredi all’effettivo utilizzatore, duplicando i costi.

In merito occorre precisare che la “Legge Bersani” non consente la trasferibilità della Classe di Merito, con alcune distinzioni:

  • Se il veicolo è contestato a tutti gli eredi NON CONVIVENTI, la nuova polizza partirà dalla classe Peggiore posseduta da uno degli eredi;
  • Se il veicolo è contestato a tutti gli eredi CONVIVENTI, la nuova polizza partirà dalla classe Migliore posseduta da uno degli eredi;
  • Se il veicolo è intestato ad UNO solo degli eredi, se quest’ultimo risulta convivente si applicherà la Legge Bersani; se non convivente si applicherà la classe di merito peggiore oppure uguale a quella posseduta da un altro soggetto con lui convivente.

 

Armi da fuoco

Nel caso in cui il defunto possedesse armi da fuoco, munizioni od altro materiale per cui è necessaria apposita denuncia, entro otto giorni dal decesso occorre comunicarne il cambio di detenzione ai Carabinieri di zona oppure al Commissariato di Polizia competente. I Pubblici Ufficiali si recheranno presso il luogo ove sono custodite le armi e, dopo aver provveduto a stilare il verbale di ritrovamento, prenderanno in custodia il materiale. Sarà possibile fare richiesta del nulla osta alla detenzione.

 

Dichiarazione dei redditi

La dichiarazione del defunto dell’anno in cui è mancato dovrà essere presentata da uno degli eredi, attraverso il Modello Unico.

Ovviamente la Nostra Agenzia vi sarà a fianco anche durante questi adempimenti.

 

Detrazione delle spese funebri ai fini dell’Irpef

Nella dichiarazione dei redditi, per l’anno successivo a quello delle spese sostenute per ogni evento luttuoso, è possibile usufruire di una detrazione d’imposta nella misura del 19% sull’importo complessivo di € 1.549,37 ovvero € 294,38. Gli aventi diritto alla detrazione – indipendentemente che il familiare deceduto fosse o no a carico – sono: il coniuge (anche se legalmente separato), i figli legittimi o adottivi e i nipoti diretti, i genitori, i generi e le nuore, fratelli e sorelle germani o unilaterali, il suocero o la suocera, nonni e nonne. L’importo detraibile non varia anche se sono più famigliari a sostenere la spesa, ma la detrazione potrà essere frazionata tra gli aventi diritto con una dichiarazione di ripartizione delle spese.